domenica 27 gennaio 2013

Stay hungry stay foolish

Così diceva tempo fa Steve Jobs, siate affamati, siate folli, e io ho deciso di seguire il suo consiglio.

Tra due giorni lascio Sydney e parto per la costa est dell'Australia accessoriata di:
- un ragazzo francese
- un van (suo)
- una traduzione della mia patente
- una scatola contenente la metà dei miei vestiti
- una guida (in francese)
- tutti i soldi messi via fino ad ora

Dite che è abbastanza folle come decisione per una che non ha mai fatto un campeggio in vita sua?!

Ma partiamo dall'inizio, è passato più di un mese dall'ultimo post, che vergogna, ma sapete com'è è iniziato il caldo e la mia ossessione per l'abbronzatura mi costringe ad andare perennemente in spiaggia.
Nel frattempo è passato Natale con un pranzo a casa dei miei parenti australiani, Capodanno, in modo un po' anticonvenzionale, o da pazza se volete. Ho passato tutto l'ultimo dell'anno, dalle 9.30 di mattina a "campeggiare" davanti all'Opera House per vedere da un'ottima visuale i famosi fuochi d'artificio dell'Harbour Bridge, non male per una che normalmente se ne fotte proprio dei fuochi, ma ne é valsa la pena dai, serata poi conclusa in compagnia (non darò ulteriori dettagli).

Nel frattempo arrivano due nuovi coinquilini francesi e si portano dietro parecchi amici che entrano ed escono da casa, tra questi il mio "compagno di viaggio". 
Tutto nacque per caso, due chiacchiere in terrazza, un paio di sigarette, lui che mi dice che cerca nuovi compagni per continuare il suo viaggio per l'Australia, io che gli butto lì un "bé quasi quasi verrei io" e quel quasi quasi giorno dopo giorno è diventato un PARTIAMO!

E così eccoci qui, ho lasciato il lavoro al ristorante e mi sto preparando psicologicamente a questa nuova avventura che cambierà un po' la mia vita, la "princess" (come mi chiamano alcune amiche) ha bisogno di scoprire il mondo e i suoi limiti e quale modo migliore se non questo?! 
Certo non sarà semplice, soprattutto addormentarsi dentro a un van sapendo che potresti risvegliarti con un ragno sul cuscino, o cucinare noodles a un dollaro per risparmiare i soldi, ma ce la farò :)

Magari il ragno diventerà il mio migliore amico.

domenica 23 dicembre 2012

Alcolisti Anonimi

Non ci siamo, per una perennemente a dieta (o comunque perennemente convinta di essere perennemente a dieta, ma ne parlerò meglio di questa cosa) l'alcol non è proprio un grande amico, ma in quanto friulana sono cresciuta in mezzo all'alcol e non posso rifiutarlo, non sta bene.

Amo il bicchiere di vino, un calice di spritz, una birra ghiacciata, il Bayles, il Montenegro, un po' meno i cocktail, non offritemi mai un havana cola, non lo berrei.

Prima di partire per l'Australia mi ero promessa di non bere per un mese, si sa com'è, l'estate è la stagione migliore per l'alcol, fa caldo, si esce tutte le sere (e non sta bene ordinare un analcolico), ci sono feste, c'è ferragosto, c'è il FRIULI DOC, festa che riempie il centro di Udine di chioschi che vendono tanta birra, tanto vino e tante cose buone da mangiare. Insomma si sa che d'estate si beve di più quindi per ritornare sulla retta via mi ero fatta questa promessa.

C'è da dire che sono durata tre settimane, e ho ceduto solo per cause di forza maggiore in quanto il mio datore di lavoro durante un pranzo al ristorante mi ha versato del vino e appunto non stava bene lasciarlo lì.


Questa era solo la premessa.


Lavorando in un ristorante capita, spesso, che i clienti lascino le bottiglie di vino sul tavolo senza finire, e noi che si fa? Le si butta? Ovviamente NO! Le si beve, quando la sera finiamo tutte e ceniamo, come minimo ci facciamo un bicchiere di vino a testa.

Ma ultimamente ci sono stati clienti parecchio generosi e ci metti poco a diventare brilla se la tua cena consiste in un'insalata alle 11 di sera (sempre per il discorso perennemente a dieta).

Ma mi chiedo, è così per tutti i ristoranti? O solo noi abbiamo una manager che conserva le bottiglie aperte?


In ogni caso da oggi basta (per dire), ieri sono stata male per la terza volta in vita mia causa alcol, però rispetto alle altre due volte ricordo abbastanza bene le dinamiche dei fatti, soprattutto quando dal locale dove eravamo ci siamo spostate al pub aperto 24h su 24 (avete letto bene) davanti casa mia e il buttafuori prima di farmi entrare mi chiede:

"Are you drunk?"

e io, con la faccia più innocente del mondo

"Of course not"

Sono uscita dopo 10 minuti (almeno credo, devo ancora chiedere conferma di questa cosa) con una fame assurda, pizza al trancio dietro l'angolo ma c'era qualcosa che non andava, non riuscivo a mangiarla, tornata a casa...vi risparmio il resto.
Devo solo ringraziare il mio coinquilino brasiliano, che si è comportato con me come se fosse il mio BBF a cui come minimo devo offrire una cena.

Di buono ho recuperato il numero di un australiano che avevo adocchiato, e le mie amiche, senza ritegno, gli sono andate vicino dicendogli che volevo un bacio, e lui che ha fatto...mi ha baciato.

"Ei tu mi piacerebbe rivederti, almeno per capire se sei veramente figo come sembravi ieri sera"

lunedì 10 dicembre 2012

Quando si dice la sfiga

Ieri dovevo andare a un boat party, era tutto calcolato perfettamente, ero riuscita a scambiare il day off con una mia collega, non vedevo l'ora, caxxo quando ti ricapita un boat party dico io.

E invece niente, devo aver fatto un grosso torto a qualcuno per meritarmi questo.

La mia giornata doveva essere: sveglia, tardi ovviamente, corsa di un'oretta come al solito a cui ovviamente segue lavaggio capelli che equivale a - è una festa e voglio essere gnocca - anche se una festa in barca vuol dire vento e salsedine quindi l'effetto appena lavati durerà poco, ma non importa.

La giornata non prometteva benissimo, c'era parecchio vento, vabbè chissene, vado a correre e tac, dopo 20 min mi entra qualcosa nell'occhio, o almeno credevo, inizio a impazzire cercando di strofinarmi l'occhio a più non posso, torno a casa, mi lavo la faccia, niente, panico, vado in farmacia mi danno un liquido per lavare l'occhio, lo provo, niente, doppio panico, nel frattempo stavo sempre peggio, come se avessi avuto un sasso infilato sotto la palpebra che non se ne voleva andare.

Festa saltata, in quelle condizioni in mezzo al vento non era il caso, quindi che faccio? Andiamo in pronto soccorso va, in taxi, come le vere fighe (se proprio, stavo morendo dal fastidio). Arrivo, dico che ho un problema all'occhio, mi chiedono i miei dati e mi fanno aspettare. Tempo 5 min e mi chiamano - wow efficiente sto sistema sanitario - stocaxxo - inizio a raccontare la storia alla tipa e mi fa "a no non devi parlare con me, torna di là che ti richiamiamo" vabbè, dopo 15 min mi richiamano - riwow - spiego la situazione, rispondo a qualche domanda, mi misura febbre e pressione e mi fa leggere le lettere da lontano - nel frattempo stavo morendo dal fastidio - con l'occhio sano riesco a leggere la penultima fila di lettere IN INGLESE e ricevo complimenti - grazie! 
Mi rimanda in sala d'attesa "la chiamiamo appena il medico è disponibile, forse non ci vorrà molto ma non glielo assicuro".

Ero pronta ad aspettare almeno un paio d'ore e invece... 5 OREEEE!!!!!!!! no dico, volevo morire, ho passato le prime due ore a soffrire come un cane, non riuscivo a tenere l'occhio né aperto né chiuso, non sapevo dove guardare, cosa fare - non potevo fare niente - mi sarei messa a urlare lì in mezzo a tutti.
Poi mi semiaddormento un attimo. Riapro gli occhi e stavo meglio, avevo ancora fastidio ma almeno riuscivo a tenerlo aperto, a scrivere sms, a leggere un giornale, rinata, forse per quello ho resistito 5 ore, perché nelle condizioni di prima colcaxxo che stavo lì buona tutto quel tempo.

Insomma alla fine mi chiama il dottore, mi visita "lei non ha niente, è congiuntivite" - scusi? congiuntivite? ma io non l'ho mai avuto, com'è possibile?? - è virale, che lavoro fa? - lavoro in un ristorante - bè deve stare a casa un paio di settimane se no c'è il rischio che contagi qualcuno - riscusi?! ma lei lo sa che se non lavoro non mi pagano?? (ovviamente non gliel'ho detto ma volevo morire per la terza o forse settima volta quel giorno) - quindi ho detto - ah ok, grazie - mi da il nome della medicina da prendere si scusa per l'attesa (si figuri solo 5 ore) e mi lascia andare.

Ora sono qui, a casa da sola e non mi passa niente, la connessione oggi va lentissima e non mi carica l'ultima puntata di The Vampire Diaries, se questa non è sfiga. Almeno fuori il tempo è bruttino va.

Non come sabato....



Coogee Beach

mercoledì 28 novembre 2012

Le preoccupazioni di una nonna

Mia nonna è una simpatica vecchietta di quasi 80 anni, una di quelle donne che non sono state molto fortunate nella vita, perdere la madre a 18 anni e doversi occupare di una sorella più piccola, un padre e due zii vedrani per anni e anni non dev'essere stato facile. 

Una di quelle donne che non è mai uscita dal paesello se non una volta adulta, di quelle che un paio di scarpe nuove servivano per andare in chiesa la domenica e stop, poi venivano riposte nella scatola fino alla domenica successiva, una donna che ha lavorato nei campi, che ha sofferto in silenzio, che ha superato parecchi ostacoli che la vita le ha messo in mezzo.

Una di quelle donne che sa tutto di tutti, per quanto le è possibile, e per fortuna che vicino a casa sua ci sono solo due case e due aziende altrimenti sarebbe la nuova Novella 2000.
Di quelle che quando parlo di qualcuno vuole sapere tutto, nome, cognome, età, lavoro, studio, ma soprattutto... SITUAZIONE SENTIMENTALE!

Perchè questo è il cruccio più grande della mia cara nonna, la situazione sentimentale di ogni essere vivente che lei sente nominare, con un particolare focus su di me, ovviamente.

Diciamo che la cosa ultimamente si è fatta un po' insistente, per non dire pressante.

Dunque io ho 24 anni e sono single da poco più di 4 anni, quando è finita la mia storia più memorabile di due anni.
Sono stata abbastanza precoce (o almeno a quel tempo lo ero, ora mi sa che è una cosa normale) e durante gli anni delle medie ne ho cambiati un po' di fidanzatini, di quelli che duravano dalle 2 settimane al mese e mezzo, ed è successo che qualche volta passassero per casa mia, voglio precisare che la nostra attività preferita era chiacchierare e che i limoni sono arrivati ben dopo. 
In quel periodo vivevo ancora sopra la casa dei nonni quindi hanno capito abbastanza presto con che nipote avevano a che fare.

Anche le superiori sono stati un periodo abbastanza "facile" nel senso che non c'erano tutte le menate dell'usciamo, vediamo come va, poi forse, vediamo. No, tu mi piaci, io ti piaccio, usciamo una volta, scatta il limone, ok stiamo insieme, magari non sempre così ma a grandi linee direi di si. Quindi qualche racconto per far contenta la nonna c'era sempre.

Arriviamo a cavallo tra l'ultimo anno delle superiori e il primo dell'università che è occupato tutto dal mio ex di cui tutti erano a conoscenza, non perchè lo conoscessero, che io ste cose di natale dai tuoi pasqua dai miei, o vieni al compleanno di mio padre con tutta la famiglia, proprio non le sopporto. Ma perchè lui viveva in un'altra città quindi per il primo anno ci sono stati parecchi spostamenti nei fine settimana.

Bene, dopodiché il nulla, cioè nulla di memorabile, perchè è cominciato il periodo del: usciamo insieme, vediamo come va, si ci baciamo, magari altro, però vabbé non é che mi interessi così tanto, ok ciao. Da ambo le parti sia chiaro. E quindi non posso mica raccontare alla nonnina che ogni tot mi frequento con qualcuno, cioè questa ci rimane poi, non lo capisce mica che ci sono le frequentazioni e non solo storie d'amore. E quindi silenzio.

Se non fosse che la nonna si é stupita di tutto questo silenzio e ha iniziato a chiedere 
"ma un fidanzato?" - no nonna mi piace stare da sola -
"ma no non è possibile, a nessuno piace stare da sola"
"sei così carina perchè non trovi nessuno?" 
"ma non è che sei un po' troppo esigente?" - no guarda ora esco e vado con il primo che incontro -
"ma possibile che non ci sia nessuno che ti piace?" - dammi Beckham e ti sforno tutti i pronipoti che vuoi -

Segue elenco dettagliato dei fidanzati delle due ragazze sue vicine di casa, assidui frequentatori di suddetta casa che, purtroppo per loro, sono costretti a passare davanti alla terrazza della nonna per raggiungere le loro amate.

Nei 5 anni passati a Milano la frase immancabile era
"vedi di non trovarlo là il fidanzato mi raccomando, che poi non torni più a casa"

Ma il meglio è arrivato poco prima di partire per Sydney.
"Io lo so...tu adesso parti per trovare il moroso e non torni più!"
"ma no nonna vado solo per migliorare l'inglese"
"ma non ti piace proprio nessuno qui?!
"ma nonna cosa centra, poi sono giovane c'è tempo...."
"he no, devi fare un figlio adesso se no tra 10 anni sarai troppo vecchia per svegliarti la notte e dovrai prendere una badante perché non riuscirai a stare dietro a un bambino piccolo..."

Care vecchie generazioni, nessuno riuscirà a farmi capire quanto il mondo è diverso adesso. 



p.s. tutte le frasi tra " " pronunciate da nonna sono state tradotte dal dialetto friulano per facilitarne la lettura.

venerdì 23 novembre 2012

Mi hanno rubato l'ombrello

Voglio dire, nel Paese dove sono tutti gentili, dove rientri a casa la sera da sola senza nessun tipo di problema, dove ti senti sicura praticamente in ogni posto, bè, mi hanno rubato l'ombrello, l'ho lasciato un attimo incustodito sotto la poltrona di un pub (vabbé più di un attimo) e zac, non c'era più.
Perché ne faccio un problema esistenziale? Perché io sono quella che sta sempre attenta a tutto, quell'ombrellino ce l'avevo da almeno due anni, ed era perfetto, di un colore sobrio, piccolo e soprattutto leggero, dicevo io sono quella che riesce perfino a conservare gli accendini, e li finisco anche, raramente riescono a fottermeli, ed è una cosa di cui vado piuttosto fiera.

In ogni caso, dopo la brutta fine del mio vecchio ombrello ovviamente me ne serviva una nuovo, sia mai che io esca senza ombrello se solo minaccia pioggia. Con i capelli che mi ritrovo che al minimo accenno di acqua/umidità prendono vita propria e si modellano a loro piacimento (leggete pure stannodimerda) capirete che devo per forza avere un ombrello.
Bè è stata un'impresa.

Voglio dire, da noi ogni minimo negoziato che vende vestiti, accessori, cazzate varie, almeno un due tre ombrellini ce li ha, qui no, ho girato tutto l'underground (perchè dovete sapere che sotto la city c'è un altra città, corridoi su corridoi di vita sotterranea, secondo me se un giorno mi metto d'impegno arrivo fino in periferia camminando sotto terra) e niente, mi sono illuminata solo quando ho visto un negozio di borse, valige, cinture, bè lì c'erano, peccato che un normale ombrellino nero e leggero costasse 29 dollari, ma dico, scherziamo???! Manco morta te li dò, quello da 20 dollari pesava quanto 2 mattoni, lasciamo perdere va.

Faccio l'ultimo tentativo in un negozio di accessori girly e finalmente lo trovo, anche se ho dovuto dire addio alla sobrietà, bianco con la scritta Sportgirl colorata, non metterà mai piede in Italia, già lo so.
Per la cronaca, 14 dollari, preso solo per disperazione.

domenica 18 novembre 2012

La gentilezza degli australiani

No raga voi non potete capire, dopo lo stupore al supermercato quando mi sono vista ritornare i soldi di una crema che avevo sbagliato a comprare, ieri è successa una cosa ancora più allucinante.

Sabato sera, finito lavoro ore 11, sento alcuni amici che stanno andando in pub, vado a casa, mi cambio al volo e li raggiungo.
Entro nel pub, ingresso a pagamento 5 dollari, ma cazzo, di solito è sempre free qui, vabbè, entro e inizio a vagare come una cretina per cercarli, ora starete pensando, ma chiamare no eh, spetta non è che sono così scema, ho provato a chiamare ma non davano segni di vita. Dicevamo, inizio a vagare per il pub, che scopro essere un disco pub di almeno 3 piani e io continuo a salire e vagare, ma niente. Quella buon'anima del mio amico si accorge che io stavo tentando un collegamento e mi chiama "Ah sei dentro? Hai già pagato? no perchè noi alla fine siamo andati nel pub accanto visto che lì si doveva pagare..." hahfjgh##¶èkv "ah ok, vi raggiungo!" ahf#¶][wrn 5 dollari per un tour del pub, si lo so ho il braccino corto.
E cmq con la faccia da culo più grande che potessi avere torno all'ingresso e faccio alla tipa "guarda sono appena entrata, stavo cercando i miei amici ma non sono qui, non è che potresti ridarmi i soldi??" lei mi guarda come a dire - va sta barbona oh, pure 5 dollari mi viene a chiedere - e cosa fa? Me li restituisceeeeee!!!!!! Avete capito bene, mi ha ridato i 5 dollari, che felice ero!
Ecco solo qui possono succedere certe cose.

Ah volevo anche raccontarvi la divisa tipica della ragazza australiana. Nel weekend non si esce se non si ha almeno un abitino girofiga super aderente sul punto vita e meglio se tutto aderente anche nelle cosce, non importa se te lo puoi permettere o no, te lo devi mettere anche sei hai due prosciutti al posto delle cosce. Poi tacco 12 fino a una certa, dopo di che puoi tranquillamente sfoggiare il piede scalzo, che qui va proprio di moda, se dopo le 3/4 di mattina non vai in giro scalza non sei nessuno.

Durante il giorno invece a scelta tra leggins in poliestere con stampe improbabili, più sono colorati più vanno bene. L'altro giorno una aveva la "Notte stellata" di Van Gogh, pace all'anima sua. O shorts, anche se ci sono 15 gradi e a me non bastava la giacca di belle. Qui siamo abbastanza sul classico, lo shorts di jeans va per la maggiore, sempre che non sia tagliato sopra la curva del sedere, in quel caso bimba mia, mi sa che hai un po' esagerato.

Comunque la maggior parte delle australiane se lo può permettere di andare in giro così, una marea di gnocche con fisico dellamadonna, alte magre, gambe super slim e ammazzatevi tutte!
Considerando che vivete in un posto dove addirittura al bancone della farmacia puoi comprare un mars, un twix o uno snickers vi stimo molto.

E per sentirmi meno in colpa ora vado a correre.



Ecco dove vado a correre, dietro casa mia.